RIENTRO DA UN VIAGGIO

Il rientro da un viaggio è una situazione che viviamo con drammaticità, una sorta di “lutto interiore” che necessita di un’elaborazione per poterne uscire..ma abbiamo comunque anche la soluzione… continuate a leggere… 🙂

Dopo aver visto questa foto credete ancora che abbiamo la soluzione?

QUANDO INIZIA LA TRISTEZZA DA RIENTRO DA UN VIAGGIO:

Il tutto possiamo dire che ha inizio con la ricomposizione delle valigie. Un innegabile stress. I vestiti sono inspiegabilmente lievitati di volume e di peso e la valigia della partenza era la “sorella magra” di quella del rientro.

Qui entra in campo la subdola e diabolica mente, soprattutto quella di donna che comincia a quantificare le lavatrici, saranno 2,3? Scure o bianche? Magari colorate? ..e già capite che la vacanza inizia piano piano ad allontanarsi. Cerchi di scacciare via questi brutti pensieri e ti fai forza dicendo che in fondo sei ancora in vacanza e ti aspettano solo 3 aerei, interminabili file ai controlli e sicuramente qualche bambino piangente seduto al tuo fianco,un classico.

ULTIMO SCALO:

L’attimo che precede la tragedia è quando all’ultimo scalo, quello che ti porterà verso il tuo paese, cominci a sentire parlare la tua lingua. Questo è un segno inconfutabile che la realtà è vicina, senti un ticchettio nella testa, quella vocina maledetta che ti dice… ci siamo, sei quasi a casa, la tua vacanza è finita.

E tu non molli, cerchi di non dare ascolto e prosegui, in fondo sono ancora in un aeroporto,quindi ancora in viaggio.

L’ATTERRAGGIO E IL PILOTA:

L’apoteosi si raggiunge nel momento in cui l’aereo inizia ad abbassarsi e il pilota dalla voce nasale dice: “stiamo atterrando a Bologna, la temperatura è di 0° e piove”. In questo momento il pilota, quella specie di entità che fino a quel momento si è adorato e rispettato viene profondamente schifato. Avete mai fatto caso che tutto quello che dice durante il viaggio è incomprensibile ma quella frase maledetta la scandisce meravigliosamente?

L’ARRIVO A CASA:

Apri la porta di casa trascinando quelle valigie traboccanti di vestiti sporchi, accendi la luce e ti accorgi che nulla è cambiato. La tua casa è lì ad aspettarti. Tra le mani hai la posta che hai appena ritirato e sicuramente tra le varie corrispondenze troverai una bolletta da pagare.

Nulla è cambiato se non tu…

Non lo vedete diverso?

 

PERCHE’ LA SINDROME DA RIENTRO DA UN VIAGGIO:

Il problema consiste proprio in questo. Al rientro da un viaggio trovi tutto invariato e tutto fermo mentre sei tu che sei andato avanti e che sei cambiato. Ogni viaggio ci modifica dentro e quello che ci è sempre andato bene non basta più.

Viaggiando si conoscono altre prospettive di vita, altri stili e in qualche modo li si immagazzina creando una sorta di scompenso al rientro nella nostra routine, nella nostra zona di confort che ci siamo creati. Non basta più. Ora dobbiamo ricominciare in una realtà che ci va stretta e questo crea una specie di sindrome da rientro in noi.

SINTOMI DEL RIENTRO DA UN VIAGGIO:

Depressione post viaggio. Si è tristi e scocciati. Spesso chi ci conosce bene in ufficio sa che non dovrà rivolgerci la parola per qualche giorno. Si riscontra difficoltà nel concentrarsi.

Paragoni spazio-temporali. A quest’ora ero in cima al Machu Picchu, in spiaggia, sul catamarano, stavo mangiando al mercato notturno in Vietnam, navigavo nel mare dei Caraibi o mi ero appena svegliato. Calcoli precisissimi del fuso orario, a volte l’orologio al polso porta ancora l’ora dell’ultimo viaggio, proprio per non abbandonare del tutto le vecchie abitudini.

Visualizzazione compulsiva delle foto di viaggio. Vi ritroverete davanti al PC o con la testa sullo smartphone scorrendo foto su foto con un sorriso ebete stampato sul viso e magari una lacrima che scende….

Collocazione del souvenir. Un vero progetto che neanche un architetto sarebbe in grado di realizzare. Il souvenir deve essere posto in un luogo privilegiato della casa, possibilmente in vista. Aggiustato e spostato di continuo, in realtà sarà tutta una scusa per toccare ancora con mano un oggetto che viene da lontano.

Asfissiare parenti e amici con i racconti di viaggio. Parlerete del vostro viaggio fino allo sfinimento o meglio porterete allo sfinimento chi purtroppo dovrà ascoltarvi. Non meravigliatevi se al vostro rientro saranno tutti impegnati…. 🙂  Noi abbiamo trovato un ottimo risultato con il nostro blog. Scrivendo non stressiamo più nessuno, chi ha voglia di sapere come è andato il nostro viaggio legge, chi non è interessato no! 🙂 Tra le altre cose scrivendo passo passo ogni attimo del luogo che si è appena visitato è un modo per ricordalo in maniera forte e indelebile.

COME CURARSI AL RIENTRO DA UN VIAGGIO:

Non c’è medicina che possa curare questo problema ma solo un rimedio. Programmare un altro viaggio. Il solo pensiero che la vostra routine avrà una data di scadenza se pur temporanea vi farà passare tutti i mali. Vi concentrerete sulla nuova avventura e tutti i pensieri saranno rivolti al futuro e non al passato.

Poi c’è qualcuno che l’ultimo giorno cade in un sonno profondo sperando che al risveglio inizino le prossime vacanze!!  ???

E voi avete già prenotato la prossima? Avete le nostre stesse reazioni al rientro? Fatecelo sapere!

 

 

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