BERTINORO IL BORGO OSPITALE

Oggi vi vogliamo consigliare il borgo medievale di Bertinoro, quanti di voi lo conoscono?

L’autunno così come la primavera sono stagioni ideali per visitare i bellissimi borghi che abbiamo in Italia, per scoprire la loro storia e per degustare le specialità che offrono.

Abbiamo approfittato di una bella domenica di sole ottobrino per scoprire questo piccolo gioiello.

Bertinoro si trova in Romagna, a 15 Km da Forlì, situato su una collina da cui si gode di un magnifico panorama sul mare a sulla pianura romagnola è conosciuto come “Il Balcone della Romagna” oltre a essere la “Città del Vino” e la “Città dell’ospitalità”.

Attorno al borgo si estendono circa un migliaio di ettari di vite, soprattutto di Albana e Sangiovese , oltre al Refosco e Bombino bianco, denominati Cagnina e Pagadebit.

Sapete perché questo vino si chiama Pagadebit?…. Beh continuate a leggere e ve lo sveleremo!

DA VEDERE:

Le vie acciottolate di Bertinoro conducono alla Piazza della Libertà dove troverete concentrati la maggioranza dei monumenti e palazzi.

Il più importante è Palazzo Ordelaffi, un antico palazzo municipale risalente al 1306 che contiene all’interno due importanti sale, quella dei Quadri dove ci sono le tele del pittore Zambianchi e quella del Popolo dove si tengono le riunioni dei cittadini.

Sulla piazza svetta la Torre dell’Orologio che aveva una duplice funzione, quella appunto orologio e quella di faro, considerando la vicinanza al mare Adriatico di Bertinoro.

Nella Piazza c’è anche la Cattedrale a tre navate, ultimata nel 1601  e dedicata a Santa Caterina d’Alessandria che è la patrona di Bertinoro.

Inoltre troverete la significativa Colonna delle Anella, perché significativa?

Ve lo spieghiamo subito!

Bertinoro è un paese famoso per l’ospitalità. Fin dai tempi antichi la comunità amava ospitare i pellegrini e le famiglie importanti del tempo si trovavano a litigare tra loro perché volevano primeggiare con l’ospitalità e così si pose fine a questi scontri costruendo la Colonna delle Anella.

In che modo? Semplice, sulla colonna ci sono 12 anelli che corrispondevano a ognuna delle famiglie del tempo. Ogni pellegrino che giungeva a Bertinoro e che necessitava di ospitalità legava un cavallo ad un anello e veniva ospitato dalla famiglia che lo rappresentava.

EVENTI DA NON PERDERE:

A tal riguardo in settembre e precisamente la prima domenica del mese, si tiene la festa dell’Ospitalità, a rievocazione della tradizione delle famiglie nobili riproponendo il rito dell’Ospitalità. Protagonista è la Colonna delle Anella nella quale si attaccano delle buste contenenti i nomi di famiglie di Bertinoro o ristoranti che in quel giorno intendono ospitare i visitatori, scegliendo una busta si verrà ospitati per il pranzo. Oltre a questo ci sono diversi eventi per tutta la settimana precedente.

Sempre nel mese di settembre per gli amanti del vino è anche possibile conoscere la vendemmia soggiornando in cantina.

Insomma Bertinoro è una continua iniziativa e la sua comunità ama essere circondata di visitatori che apprezzano la loro ospitalità e i prodotti che la loro terra produce.

DUE STRADE DA PERCORRERE:

In paese ci sono 2 strade importanti da percorrere, una è la strada dei Mestieri nei quali sono apposti dipinti raffiguranti appunto gli antichi mestieri ormai dimenticati come il maniscalco o il bottaio per ricordarne alcuni e l’altra è la strada della Vendemmia che ospita anch’essa quadri riguardanti le scene appunto della vendemmia.

FUORI DAL PAESE COSA VEDERE:

Sopra al paese da non perdere si trova la Rocca, famosa per aver ospitato Dante Alighieri. All’interno oggi si trova il museo Interreligioso.

Molto bella la vista che si gode dalle mura della Rocca su tutta la Romagna.

 

VALORE AGGIUNTO:

Non perdetevi la famosa chiesa della Pieve di San Donato in Polenta nel paese poco distante di Polenta.

La chiesa divenne famosa perché Giosuè Carducci la celebrò nei versi della sua poesia La chiesa di Polenta (composta nel luglio 1897), in cui il poeta ricorda l’ospitalità ricevuta da Dante Alighieri da parte di Guido da Polenta. Si dice infatti che il Carducci si fermasse a pregare quando era ospite dei Polentani a Ravenna.

PRODOTTI TIPICI:

Bertinoro è rinomato in tutta la Romagna per l’eccellenza dei suoi prodotti primo tra tutti il vino. Ricordiamo il Sangiovese, l’Albana, chiamato anche “l’oro di Bertinoro”, la Cagnina e il Pagadebit.

Ve l’avevamo promesso all’inizio dell’articolo di spiegarvi l’origine del nome di questo vino! Ogni promessa è appunto debit !!! 🙂

Il nome Pagadebit lo si deve al fatto che le vigne che produco questo vino anche nelle cattive annate riuscivano sempre a produrre una minima quantità che permetteva al coltivatore appunto di “pagare i debiti” .

Non è simpatico il nome attribuito a questo vino?!?!

Tra i prodotti tipici di Bertinoro ci sono anche l’olio extravergine “Colline di Romagna” ,lo squacquerone (formaggio) con l’immancabile piadina romagnola, la Saba (sciroppo d’uva ) e il Savor, una marmellata contadina.

DOVE MANGIARE:

Consigliato da un amico, abbiamo pranzato a Cà de Bè, ristorante storica di Bertinoro situato proprio sotto la Piazza del paese.

La particolarità di questo ristorante è la terrazza panoramica che affaccia sulle colline romagnole oltre le quali nei giorni limpidi si scorge il mare Adriatico.

Nelle stagioni primaverili/estive è possibile mangiare fuori.

Sulla terrazza è apposta dal 1994 la campana dell’Albana, significativa per l’ospitalità è stata costruita come simbolo augurale dall’artista Bardeggia.

Il ristorante propone piatti caserecci tipici di qualità.

Noi ci siamo proprio tenuti “leggeri” iniziando con affettati misti accompagnati dalla piadina romagnola e crostoni di affettati con pomodorini.

Ravioli con cacio cavallo strepitosi e di secondo la famosa cartucciera, uno spiedo di costine di maiale accompagnato da peperoni veramente molto buona!

 

I primi come tagliatelle, ravioli passatelli, sono fatti in casa.

Vasta la scelta di vini per i veri intenditori!

 

PENSIERI DAL MONDO:

 

Bertinoro è un borgo che all’apparenza può sembrare come altri ma a noi ha colpito molto la storia dell’ospitalità che ha alle spalle e che cerca di mantenere ancora viva ai giorni d’oggi, cosa alquanto rara. Ci siamo ripromessi di ritornare durante la Festa dell’Ospitalità il prossimo anno, sarà un’esperienza davvero diversa.

Non meno importanti sono i prodotti del territorio e per i degustatori di vino crediamo che qui possano trovare la loro dimensione!

E voi conoscete Bertinoro? Dopo il nostro racconto vi abbiamo un po’ incuriosito?

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