PERU’ ALLA CONQUISTA DI MACHU PICCHU

Eccoci di rientro dal nostro meraviglioso viaggio in Perù.

L’abbiamo girato in lungo e in largo utilizzando vari mezzi di spostamento, principalmente l’autobus poi treno, auto e aereo macinando migliaia di chilometri in questa splendida terra sudamericana.

Chi ci ha seguito su Facebook e Instagram ha già visto alcune foto del nostro itinerario ma con questo articolo vogliamo dare maggiori dettagli e informazioni a chi vorrà intraprendere un’avventura come la nostra o semplicemente vorrà sognare insieme a noi.

 

ITINERARIO:

 

Le località che abbiamo visitato sono le seguenti:

-LIMA

-PARACAS-ISOLE BALLESTAS E RISERVA NATURALE DI   PARACAS

-NAZCA

-AREQUIPA E MONASTERO DI SANTA CATALINA

-CHIVAY-CANYON DEL COLCA-CRUZ DEL CONDOR

-PUNO, LAGO TITICACA-TEQUILE

-CUSCO-KORIKANCHA-KENKO-TAMBOMACHAY-PUCA PUCARA- SACSAYHUAMAN

-VALLE SACRA, PISAC, URUBAMBA, OLLANTAYTAMBO, AGUAS CALIENTES

-MACHU PICCHU

 

PERIODO DI VIAGGIO:

Agosto 2 settimane di tour in Perù.

 

VOLI:

Voli intercontinentali:

Iberia Bologna- Madrid -Panamà e poi Copa Airlines Panamà – Lima

Panamà è stata scelta perché il nostro viaggio dopo il Perù prosegue con una crociera nei Caraibi da questa città ma ci sono diverse opzioni di volo.

Volo nazionale di rientro:

Latam Cusco-Lima

 

HOTEL VISITATI:

Gli hotel scelti sono tutti 2/3 stelle, senza troppe pretese e vi consigliamo di non scegliere categorie superiori perché offrono gli stessi standard costando di più.

LIMA: Hostal Porta

Posizione ottima nel Miraflores, camere spaziose e pulite , buona colazione. Zone comuni molto curate.

NAZCA: Hostal Ancalla INN

Posizione buona a 2 blocchi dalla strada principale. Camere enormi e pulite abbastanza essenziali. Lo stabile da fuori non ispira molta fiducia ma all’interno è migliore. La proprietaria è di una gentilezza infinita e la colazione è super!

AREQUIPA: Hotel Casa Consuelo

Posizione buona a 2 blocchi dalla piazza principale e dal mercato.

Hotel di buon livello, camere grandi e pulite. La colazione sulla terrazza panoramica è piacevole e abbondante.

CHIVAY: Hotel Colca Inn

Posizione buona, camere pulite ma non troppo grandi. Buona la colazione.

Non c’è ascensore, consigliamo di chiedere stanze a piano terra, siamo a 3600 metri di altitudine e le scale sono deleterie. Le valigie le portano su loro e le ritirano al check out, almeno questo.

PUNO: Hotel Ciudad del Lago

Hotel di buon livello. All molto bella, camere spaziose e pulite, colazione abbondante. Bombola d’ossigeno a disposizione gratuitamente e personale molto disponibile.

Acqua calda e thè , mate di coca 24H su 24.

CUSCO: Hotel Inka Andina

Pessimo, da sconsigliare su tutti i profili. Pulito ai limiti, camere piccole e piene di muffa, gestori che si ubriacano di notte con schiamazzi oltre il limite della decenza. Scene raccapriccianti.

AGUAS CALIENTES: Hostal Continental

Posizione in fondo al paese ma essendo abbastanza piccolo è comunque raggiungibile in 10 minuti a piedi dalla piazza. Camere spaziose e pulite. Quando siamo arrivati noi alle 11 di sera l’acqua calda non c’era, abbiamo chiesto alla reception ed era finito il gas della bombola per scaldarla, abbiamo aspettato il cambio e in un quarto d’ora hanno risolto il problema. Inutile dire che potevano farlo prima del nostro arrivo…

Colazione nell’hotel a fianco della stessa catena, comunque buona e abbondante.

 

COME VESTIRSI:

Una domanda che ci siamo posti molte volte prima di partire è proprio questa: come dobbiamo vestirci? Che vestiti dobbiamo portare?

La risposta è… di tutti i tipi!

Noi abbiamo utilizzato in questo viaggio piumini invernali, maglie di lana, pile,felpe, cuffie, guanti, sciarpe e maniche corte. Consigliamo di vestirvi a strati in modo da potervi coprire e scoprire con facilità.

A Lima al contrario di quanto previsto abbiamo trovato freddino con molto vento. A Nazca eravamo in felpa alla mattina e in maniche corte al pomeriggio. Isole Ballestas copritevi bene in barca perché c’è un vento gelido. Canyon del Colca freddo con vento. La sera molto freddo.

Puno freddissimo la sera ,di giorno si alterna giubbotto con felpa, al sole nelle ore centrali anche maniche corte.

Cusco di giorno felpa e di sera freddo.

Machu Picchu la mattina presto piumino, metà mattina felpa, mezzogiorno maniche corte!

Scarpe da trekking per Machu Picchu, Canyon del Colca, Cruz del Condor e Valle Sacra.

Scarpe da ginnastica per il resto possono bastare.

IL VIAGGIO:

4 agosto:

Arriviamo a Lima in tardissima serata e dopo il trasferimento in hotel non resta altro che andare a dormire in modo da recuperare le forze per il giorno seguente.

5 agosto:

Ci svegliamo di buon’ora, la voglia di conoscere il Perù è tanta. Una buona colazione e siamo subito per le vie di Lima. Il nostro hotel è situato nel quartiere di Miraflores che affaccia sull’Oceano Pacifico. Il Miraflores è un quartiere moderno e turistico.

La passeggiata sul lungo mare offre scorci incredibili e dall’alto potrete vedere le onde dell’Oceano incresparsi cavalcate da qualche temerario surfista.

La passeggiata termina al Larcomar dove si trova il centro commerciale che conta diversi negozi di abbigliamento delle migliori marche internazionali e qualche negozio locale dove potrete comprare maglioni di pura lana di alpaca.

Prendete poi la via centrale di Miraflores dove un bel centro vi attende con tanti negozi e locali in cui degustare il cibo locale.

Abbiamo trovato una manifestazione di fitness all’aperto vicino al parco del 7 Giugno e tutti ballavano insieme in mezzo alla strada a ritmi di musica sudamericana, un vero divertimento!

Ora è il momento di visitare la parte storica di Lima.

Abbiamo cominciato con Plaza Sant Martin, composta da edifici bianchi in stile coloniale e con al centro la statua equestre dedicata al liberatore del Paese José de San Martin.

Poi siamo giunti a Plaza de Armas dove sorge la Cattedrale di Lima.

La piazza principale è composta da bellissimi edifici colorati di un giallo acceso che danno un tocco molto personale e allegro a questa parte della città animata da un gran numero di persone, turisti, venditori e bambini. Gli edifici che la circondano sono dotati di eleganti balconi in legno in stile moresco.

All’interno della cattedrale sono conservati i resti del conquistatore Francisco Pizarro.

Vicino alla piazza principale di Lima c’è il Monastero de San Francisco, che racchiude al suo interno le famose catacombe. Pare contengano più di 70.000 ossa, disposte in modo geometrico e incastrate tra i vari cunicoli a volta. Non l’abbiamo trovato particolarmente soffocante e per questo ci sentiamo di consigliarlo un po’ a tutti.

Per la cena siamo tornati a Miraflores nel ristorante “Wlan” dove abbiamo mangiato un ottimo Arroz de Marisco (riso ai frutti di mare),il più buono assaggiato in Perù e un Lomo saltado (filetto con cipolle,patate, peperoni e riso).

La città di Lima ci ha stupito ed entusiasmato. Una capitale che sa essere moderna come il quartiere Miraflores ma soprattutto storica con le sue belle piazze coloniali, non dedicarle almeno un giorno sarebbe un gran peccato.

06 agosto:

 

La sveglia suona presto, alle 5 parte il pullman per Paracas.

La durata del viaggio è di circa 4 ore, si attraversano vallate e deserti dalle infinite distese di sabbia.

Il motivo del viaggio a Paracas sono le isole Ballestas, santuario della fauna selvatica più importante della costa del Perù.

All’arrivo ci imbarchiamo su potenti lance a motore e raggiungiamo le isole in una mezz’ora circa.

Lungo il tragitto incontriamo il famoso geoglifo del “candelabro”, una figura gigante incisa sulla parete di una collina sabbiosa. La sua origine è mistero, la si riconduce alle linee di Nazca oppure si pensa che fosse una linea guida per la navigazione basata sulla costellazione della Croce del Sud.

Le isole Ballestas sono deserte e area protetta per cui non si può scendere ma si può solo navigare la zona intorno.

All’arrivo rimaniamo a bocca aperta da ciò che la natura ha creato. Il vento le ha levigate formando incredibili archi, grotte e rocce dal colore rosso sui quali si posano otarie, leoni marini, pinguini di Humboldt, gabbiani, cormorani, sule e pellicani.

Sembravamo entrati in un paradiso, in un luogo vietato ed in un ecosistema delicato.

La Corrente di Humboldt e l’alta concentrazione di plancton hanno infatti favorito lo sviluppo di una grande varietà di specie autoctone , alcune purtroppo a rischio di estinzione.

Sulle isole si sviluppa una delle attività economicamente più importanti della regione: la raccolta del guano, concime organico prodotto dalle numerose specie di uccelli migratori, che viene esportato in tutto il mondo per la sua alta qualità.

Rientrati abbiamo comprato un biglietto per la visita alla Riserva della Penisola di Paracas non meno importante e bello delle Ballestas.

Il parco è composto da un deserto nel quale si alternano zone sabbiose a zone rocciose a spiagge selvagge battute dai forti venti.

Ricordiamo Playa Roja, Lagunillas,Punta Arquillo, La Mina e la famosa Catedral. La più grande è El Yumaque dove si trovano anche ristoranti dove gustare un buon pranzo locale.

Noi abbiamo scelto “El Che” dove abbiamo mangiato riso ai frutti di mare  e spiedini di pesce davvero buoni.

All’entrata del parco si trova un museo dove si spiega l’ecosistema del luogo. Nella spiaggia dietro al centro visitatori se siete fortunati potrete vedere anche i fenicotteri rosa, a distanza!

La cittadina di Paracas non è molto grande. Ha un bel lungo mare nel quale sono distribuiti numerosi locali, ristoranti e bancarelle di souvenir. Parecchie le agenzie che popongono tour alle Ballestas e nella Penisola.

E’ stata una giornata ricca di emozioni, abbiamo visto animali rari e distese di sabbia dai colori più disparati, questa prima tappa del nostro tour in Perù ci ha riempito gli occhi di meraviglia!

E’ ora di prendere un altro pullman che ci porterà a Nazca in circa 3 ore e mezza dove arriviamo in serata.

07 agosto:

La città di Nazca in Perù è famosa per le linee geometriche e le figure tracciate nel terreno in una vastissima area. La sua origine ancora oggi rimane un mistero. C’è chi pensa siano stati gli alieni, chi pensa fosse un calendario e chi le attribuisce alla venerazione dell’acqua , bene prezioso per queste zone desertiche.

La maniera migliore per vederle è sicuramente il sorvolo su piccoli aerei cosa che per noi non è stata possibile. E’ meglio che lo sappiate prima di intraprendere un viaggio fino a qui che capita spesso che l’aeroporto venga chiuso causa maltempo, basta che un pò di vento alzi la sabbia del deserto che il sorvolo non è fattibile e chiudono l’aeroporto in due e due quattro. Alla riapertura (se lo riaprono) si creano code incredibili, le compagnie vendono biglietti a cifre stellari agli ultimi arrivati lasciando a piedi quelli che il biglietto l’avevano già comprato mesi prima a prezzi più convenienti. Una vera truffa ,l’abbiamo visto con i nostri occhi. Se dovessimo tornare indietro non includeremmo Nazca nel nostro itinerario.

Alla fine abbiamo avuto il rimborso del biglietto ma dei soldi ce ne facciamo ben poco perché quello che volevamo era vedere le linee dall’alto.

Dopo ore di attesa in aeroporto non ci resta che andare alla torretta di osservazione per vedere le linee almeno da qui.

La vista è molto bella, se ne scorgono almeno un paio ma l’amarezza di quello che ci siamo persi è più grande di tutto.

In zona abbiamo visitato l’acquedotto di Cantayoc, a 4 Km da Nazca. Un complesso di 40 acquedotti sotterranei ancora oggi funzionanti.

Costruiti in roccia a spirale , una volta si accedeva all’interno ma oggi non è più possibile.

La città di Nazca è piacevole da girare , diversi locali, ristoranti, negozi e botteghe tipiche dei vecchi mestieri.

In serata abbiamo preso il pullman per Arequipa, viaggio notturno che è durato 10 ore.

I pullman sono comodi con sedili avvolgenti, l’unica cosa è che la strada è tutta curve e si sballotta da una parte all’altra in continuazione.

08 agosto:

Arriviamo ad Arequipa alle 6 del mattino e in hotel ci danno una camera di cortesia prima che la nostra fosse pronta per il check in. Ci riposiamo un pò e siamo pronti per esplorare questa bellissima città.

Da subito possiamo notare l’imponenza del vulcano El Misti che sovrasta la città con i suoi 5822 metri.

Partiamo dal mercato di San Camilo, un tripudio di colori, odori, volti e sorrisi. troverete cibo locale, frutta, verdura, succhi di frutta e piccoli chioschi che vendono cibi cotti e panini. Un’avventura ultra-sensoriale.

Ora passiamo al centro storico di Arequipa, questa bellissima città del Perù avvolta nel mistero e nella poesia.

Una leggenda narra che l’inca Mayta Cápac fosse rimasto incantato attraversando la valle e avesse ordinato al suo seguito “Ari, quipay“, restate qui, ecco il significato della città di Arequipa.

Il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2000.

Denominata la città bianca del Perù per il colore delle sue costruzioni, Arequipa è una città sorprendente che coniuga la meraviglia delle costruzioni coloniali ordinate e pulite e il via-vaidi una città con quasi 800.000 abitanti.

Giungendo a Piazza dell’Armas non si può non notare la catena delle Ande innevate alle spalle della bella cattedrale e il vulcano El Misti .

La Basilica Cattedrale è considerata fra le più famose del Perù coloniale. Iniziarono la costruzione nel 1540 e la terminarono nel 1848.

A fianco della Cattedrale c’è anche l’annesso museo.

Poi la visita più attesa di Arequipa, il Monastero di Santa Catalina (Santa Caterina da Siena) di cui avevamo tanto sentito parlare. Ha totalmente soddisfatto le nostre aspettative.

Costruito nel 1579 è il più grande convento del mondo con una superficie di 20.462 MQ e il più importante sito religioso del Perù.

Proprio per la grandezza viene considerata la città nella città.

All’interno ci sono strade, giardini, chiostri e parchi oltre agli ambienti religiosi quali chiese, stanze delle suore di clausura,cucine,lavatoi…

Le mura del monastero hanno colori accesi come rosso e turchese, un vero colpo d’occhio.

Ovunque si volge lo sguardo si trova qualcosa di bello da vedere e di sorprendente.

Non perdetevi per nessun motivo la visita del monastero, resterete entusiasti.

All’interno si trova anche un giardino con un bar dove bere qualcosa e mangiare una fetta di torta fatta dalle suore del convento, io la cheesecake al maracuja me la sogno ancora di notte 🙂

Per chi fosse interessato alla storia di Juanita, la principessa del ghiaccio, troverete le sue spoglie  al museo Santuarios Andinos.

Juanita era una giovane vergine sacrificata agli déi dagli inca in cima ai monti che sovrastano Arequipa. Il freddo intenso, il ghiaccio e le eruzioni hanno conservato il corpo di Juanita che oggi è conservata in una teca di questo museo.

Il centro di Arequipa è molto vivace ed animato. Pieno di negozi, di catene fast-food e ristoranti di cibo locale. Purtroppo il piatto forte da queste parti sono il porcellino d’India (Cuy) e l’alpaca, per l’amor del cielo.

Per chi non lo sapesse l’alpaca è quel meraviglioso animale di cui mi sono innamorata pazzamente, un camelide frutto di un incrocio creato dagli Incas tra lama e vigogna che si differenzia dal lama per la dimensione più ridotta, per essere di un colore unico e per avere la lana più pregiata dalla quale ricavano indumenti e accessori morbidissimi.

Io-mi-chiedo-come-si-fa-a-mangiarli….

Usati anche come animali da compagnia, prendono coccole e seguono il padrone come dei cagnolini,sono morbidissimi.

Se stressati sputano, sì , eccome!

09 agosto:

Oggi la sveglia suona molto presto.

Un autobus ci aspetta per andare nella Valle del Colca. Prima tappa alla farmacia per comprare le pastiglie per il mal di montagna.

Un viaggio che dura 4 ore ci porta attraverso paesaggi incredibili, deserti, montagne altissime e raggiungiamo la quota 4910 metri al Mirador de Los Andes. Il panorama è incredibile da quassù, si vedono tutti e 8 i vulcani che abbracciano Arequipa, pensare che siamo quasi a 5000 metri e intorno a noi svettano cime ancora più alte,  che sfiorano i 6300 metri come l’Ampato, l’unico attivo, riconoscibile per  la colonna di fumo che lo sovrasta! Incredibile…

L’aria è rarefatta, l’ossigeno è poco e ogni movimento o sforzo costa molto caro. Ci si ferma in un bar per un mate di coca, per chi non lo sapesse è un tè fatto con le foglie di coca (non lavorata) che veniva usata dagli inca per combattere il mal d’altura.

La destinazione è la città di Chivay dove giungiamo verso l’una. Ci fermiamo per un pranzo tipico con specialità del Perù.

Arrivati a Chivay (3400 metri) andiamo in hotel. C’è la possibilità di visitare le acque termali e di fare un bagno ma la stanchezza è tanta, ci riposiamo un pò.

Facciamo un giro nella piazzetta molto graziosa e nelle stradine che compongono questa minuscola città.

Tantissime bancarelle fumanti cucinano cibi “sospetti” …saranno porcellini d’India,alpaca o pollo? Optiamo per la cena in un ristorante locale con serata folkloristica di canti e balli tipici del Perù. Abbiamo mangiato molto bene e il coinvolgimento tra ospiti è stato molto divertente.

10 agosto:

La mattina presto si parte per la visita del Canyon. Il Canyon del Colca è il più grande al mondo per profondità.

Si percorre la strada fino ad arrivare nel punto panoramico dove il Canyon si mostra in tutta la sua meraviglia, qui raggiunge la profondità massima di 3270 mt. Da qui si può osservare il volo del condor andino.

Ce n’erano a decine che con grande maestria volteggiavano nell’aria mostrandosi in tutta la loro bellezza. Un momento indimenticabile.

Il condor andino è una specie in via di estinzione ed è un privilegio poterli osservare volare liberi.

Il punto più alto del percorso è situato a 4.350 mslm. Mentre la Cruz del Condor si trova a 3900 mt.

Una delle maggiori attrazioni della zona è data dal finissimo artigianato tessile – ricco di bordados, bellissimi ricami fatti a mano e a macchina dalle donne dei paesi.

Potrete vederle sedute a bordo strada con i loro vestiti coloratissimi, gli oggetti di artigianato intagliati a mano e l’immancabile lama o alpaca al fianco. Un’immagine che ci porteremo per sempre del Perù.

 

Abbiamo visitato i piccoli paesi di Coporaque,Achoma e Maca.

In uno di questi paesi abbiamo trovato la piccola alpaca Juanita…nella foto qui sotto!

Da un punto di vista faunistico, il Colca ospita oltre al condor andino almeno altre 100 specie di uccelli, quattro tipi di camelidi: vigogna, guanaco, lama e alpaca, oltre 300 specie di piante, di cui 30 cactus.

Nel pomeriggio siamo partiti per Puno con un autobus della 4M arrivando in tarda serata.

Il percorso attraversa la Riserva Nazionale Salinas Aguada Blanca e le falde del Chachani popolata da vigogne, il paesaggio spettacolare del Bosque de Piedra Imata e fa tappa alla Laguna Lagunillas, a 4444 metri di quota dove si gode di una bellissima visuale.

Arrivati a Puno l’altezza si fa sentire,3800 metri e qualcuno ha accusato disturbi da mal di montagna, fatica a respirare e a dormire.

L’hotel mette a disposizione l’ossigeno per chi ne avesse bisogno.

11 agosto:

Oggi ci aspetta la visita al Lago Titicaca e alle isole degli Uros.

Gli Uros sono una popolazione che per sfuggire alle invasioni degli inca ha costruito delle isole artificiali galleggianti con la tortora, una pianta che cresce abbondante nel Lago Titicaca.

Il Titicaca è il lago navigabile più in alto del mondo con i suoi 3812 metri,è un luogo sacro per la cultura Inca. La mitologia quechua racconta che dalle acque del lago Titicaca sono emerse il primo
Inca, Manco Capac, e sua moglie Mama Occllo, figli di Inti, (dio del sole) che costruì il più potente impero degli Incas.

Una navigazione in queste acque è qualcosa di surreale. L’acqua ha un colore blu petrolio, scurissimo , mai visto un colore del genere, l’aria è rarefatta, il respiro è pesante. Mano a mano che Puno si allontana all’orizzonte appaiono le isole degli Uros e qui per un attimo abbiamo pensato che la mancanza di ossigeno ci facesse avere anche delle allucinazioni, invece no era tutto vero. Gli Uros con le loro isole erano proprio lì davanti ai nostri occhi, tutti in fila a darci il benvenuto con i canti che riecheggiavano e rimbombavano come se fossimo in un ambiente chiuso, forse l’altitudine fa percepire i suoni in una maniera diversa.

Appena messo piede sull’isola l’impressione è quella di sprofondare, la tortora scricchiola e si muove.

Ci siamo seduti in cerchio e il capo famiglia ci ha spiegato le loro abitudini, come costruiscono le isole, la manutenzione costante che devono fare. E’ stato molto interessante.

Abbiamo visitato le loro case e vedere come vivono fa un certo effetto.

Su ogni isola abitano circa 30 persone, tutte della stessa famiglia.

I loro sorrisi sono coinvolgenti e la pace e l’armonia che riescono a trasmettere sono quella magia che ci riporteremo a casa.

Il giro continua con la visita dell’isola di Tequile abitata da una comunità di origine quechua di circa 2.000 persone.

La comunità vive nel rispetto della Terra, (Pachamama,Madre Terra), il cui lavoro è determinato da tempi precisi,evitando l’impoverimento e lo sfruttamento del terreno.

La visita del Titicaca  e delle sue isole è  imperdibile per chiunque si rechi in Perù.

12 agosto:

Si viaggia da Puno a Cusco. In questi 390 Km che li dividono abbiamo fatto diverse fermate. La compagnia dei pullman è Cusela.

Si passa attraverso il grande centro di Juliaca, ci si ferma a  Pukara, piccolo paesino con un museo altrettanto piccolo da visitare.

A Raya (4335 mt) c’è un punto panoramico bellissimo con il ghiacciaio Apu Ausangate alle spalle.

 

Il Parco Archeologico di Raqchi con le rovine della città con il maestoso Tempio di Wiracocha.

Ultima fermata a Andahuayullas dove si trova la splendida chiesa di San Pietro Apostolo, considerata la cappella sistina d’America.

Da visitare assolutamente, vi lascerà a bocca aperta.

Il viaggio scorre attraverso l’altopiano lungo 1250 km che giunge fino in Argentina.

Arriviamo a Cusco in serata, facciamo un giro nel suo bellissimo centro e nella piazza che risplende sotto le luci della sera.

Ceniamo in un ristorante con crostini di pane all’aglio da spalmare con salsine tipiche di cui una piccante al limite dell’ustione, una pizza e come bevanda la famosissima Chicha Morada, molto in uso a Cusco.

13 agosto:

La giornata di oggi è dedicata alla visita di Cusco. La città che forse ci è piaciuta più di tutte in Perù. Si trova ad un’altezza di 3400 metri.

Si trova sulle Ande e in passato è stata la capitale dell’impero Inca.

Famosa per le rovine archeologiche, ha molto da offrire ai suoi visitatori.

Nominata patrimonio culturale mondiale dall’Unesco.

Iniziamo dalla Plaza des Armas, circondata da palazzi cinquecenteschi dai balconi in legno intagliati.

Sulla piazza si affaccia  la cattedrale dedicata alla Beata Vergine Maria, costruita utilizzando materiali di costruzione provenienti dai siti inca. Conosciuta come la Chiesa del Trionfo, risale al 1539 e fu costruita sopra al sito del palazzo Inca Viracocha.

Le strade intorno alla piazza sono un brulichio continuo di gente locale e turisti. Piena di negozietti e di bancarelle che vendono prodotti artigianali a prezzi interessanti.

Ci siamo addentrati anche nel quartiere non turistico, nei loro mercati e nei loro negozi, scene di vita quotidiana, vecchi mestieri, lo scorrere lento del tempo, eravamo incantati e abbiamo registrato con la mente ogni singola cosa da rivedere nei nastri dei ricordi una volta a casa.

Abbiamo visitato le 4 rovine di Puca Pucara, Kenko, Tambomachay e Sacsayhuaman. Un giro interessante in cui si apprende molto della cultura inca.

14 agosto:

Ci si sveglia presto, la visita di oggi prevede la Valle Sacra degli Inca.

Dopo curve e paesaggi celestiali si raggiunge Pisac, sul fiume Urubamba. Il villaggio è famoso soprattutto per il mercato che si tiene ogni domenica, martedì e giovedì, un evento che attrae molti turisti dalla vicina Cuzco. Si trovano tantissimi articoli di artigianato locale a buoni prezzi.

Poi raggiungiamo la fortezza di Ollantaytambo il cui nome significa locanda di Ollantay (il nome di un guerriero).

Situato sulla collina che domina il villaggio, all’interno del sito si trovano gli edifici come il Tempio del Sole e i suoi giganteschi monoliti: il Mañaracay o Salone Reale, l’Incahuatana e i Bagni della Principessa. Nella parte superiore spicca una fortezza con un serie di terrazze di pietra che formano come una spirale.

Veramente un bel sito.

Alle 9 di sera abbiamo preso il famoso treno blu che in un’ora e mezza ci ha portato ad Aguas Calientes…poche ore ci separano alla sveglia, la più importante, quella che ci porterà al Machu Picchu.

 

15 agosto:

 

Alle 5.30 del mattino la piazza di Aguas Calientes è gremita di gente, siamo tutti in attesa e in fila per l’autobus che percorre quell’ultima mezz’ora di strada che ci divide dal Machu Picchu.

Questo luogo è lo scopo principale del nostro viaggio in Perù, il sito di Machu Picchu, una delle 7 meraviglie del mondo moderno.

Abbiamo tanto sognato questo momento e per giungere fino a qui sono stati percorsi migliaia di chilometri.

Sul nostro cammino abbiamo incontrato volti, sorrisi, sguardi, stenti, felicità, vestiti colorati, paesaggi meravigliosi, animali insoliti, neve, sole, caldo, vento, freddo, profumi, sapori, stanchezza, gioia, cordialità, fatica. Proprio alla fine di questo nostro percorso eravamo maturi per poterlo apprezzare al meglio, era il nostro premio.

Dopo 1 ora di fila ecco che arriva il bus, poca distanza ci separa ancora. Inizia un percorso in salita tutti tornanti, il precipizio è proprio sotto ai nostri occhi, non ci sono parapetti ma l’autista procede con ferma sicurezza.

Arriviamo all’ingresso del sito e subito dopo cominciamo a salire una serie di gradoni alti, occorre un quarto d’ora, in altre occasioni ci saremmo fermati per tirare fiato ma ora no, Machu ci aspettava.

Ecco che saliamo l’ultimo gradino con il cuore ormai in gola…. ci voltiamo e….. una delle 7 meraviglie del mondo era lì davanti ai nostri cuori, sì cuori, non occhi.

Dapprima un silenzio imbarazzante per la visione celestiale, poi lacrime che hanno iniziato a rigare il viso, rallentamento dei battiti (tipo 6-7 pulsazioni sono saltate) e poi un salto con tanto di grido liberatorio misto a pianto isterico. Anche il lama lì vicino ci ha applaudito per la varietà di sbalzi umorali registrati.

Si sentono varie esclamazioni, dalle più classiche come Madre de Dios, Oh my god alle più creative quali Kitammuort (Beppe) e Socmel (Annalisa).

Quanto era bello Machu Picchu, da innamorarsene.

Difficile da spiegare, la bellezza è magnetica, non staccheresti mai gli occhi. Perfetto quasi surreale. I colori del prato verdissimi, la montagna Waina Picchu da sfondo al sito, sembra essere messa lì per risaltare la città degli inca tutta concentrata su quella piana laggiù.. dove pian piano scendiamo per conoscerla meglio.

Il cielo azzurro intenso, le ripide discese, le terrazze, tutto è meraviglioso, non ci sembrava vero!

Veniamo ad alcune informazioni pratiche.

Il nome Machu significa “vecchio” – e pikchu, “cima” o “montagna” è un sito archeologico Inca. A circa 2.430 mt.

Vista da tutti come i resti di un’antica città perduta, il sito è oggi universalmente conosciuto per le sue imponenti rovine e per l’impressionante vista panoramica, circondata dai monti Machu Picchu e Huayna Picchu che appartengono alla Cordigliera Centrale delle Ande peruviane.

Quale fosse il suo ruolo nella vita degli Inca resta un mistero tuttavia gli studiosi tendono a credere che Machu Picchu fosse un villaggio di lusso degli Inca sicuramente ben nascosto e protetto da occhi indiscreti.
L’area edificata di Machu Picchu è di 530 metri di lunghezza per 200 di larghezza ed include almeno 172 livelli: Il complesso è diviso in due grandi zone, la zona agricola, formata a sud dalle terrazze per la coltivazione e dalla zona urbana, dove vivevano gli abitanti e dove si svilupparono le principali attività.

I luoghi di principale interesse sono la Porta del sole, il tempio del sole, il tempio della luna ,la piazza sacra, la residenza reale, il tempio del condor.

Vi servirà qualche ora per visitare Machu Picchu e non sarete mai pronti ad andarvene da questo posto magico.

Rientrati, passiamo qualche ora ad Aguas Calientes.

Il nome “Aguas Calientes” deriva da una fonte di acque termali che si trova nei dintorni.

Il paese si sviluppa lungo la ferrovia.

Da un lato troverete la piazza  con la piccola chiesa e il municipio, e la stradina che porta fino alle terme, situate nella parte superiore del paese.

Troverete numerosi hotel, ristoranti, bar e un grandissimo mercato di artigianato e souvenir in vicinanza della stazione dei treni.

Abbiamo ripreso il treno blu della Perù Rail e siamo giunti a Ollantaytambo dove ci attendeva un trasferimento di altre 2 ore circa per rientrare a Cusco.

Abbiamo cercato di dormire, sì cercato perché i gestori dell’hotel hanno organizzato un festino alcolico nella reception e non vi dico cosa hanno combinato.

16 agosto:

Ore 6 il taxi ci aspetta per il trasferimento all’aeroporto di Cusco dove prendiamo il volo per Lima.

Ce ne siamo andati via dall’hotel increduli e arrabbiati come tutti gli altri clienti che nonostante le lamentele non sono stati ascoltati.

Evitate questo hotel (Inka Andina).

Arrivati a Lima attendiamo la coincidenza del volo per Panama dove passeremo qualche giorno prima di partire per una crociera nei Caraibi.

L’aereo si stacca dal suolo peruviano, guardiamo dall’alto questa meravigliosa terra che ci ha accolto così intensamente, sappiamo con tutta probabilità che sarà l’ultima volta che la vedremo….. Grazie Perù.

 

PENSIERI DAL MONDO:

Questa volta è difficile scrivere un pensiero, è stato un viaggio così intenso…

Il primo va sicuramente dove abbiamo provato l’emozione più forte, a Machu Picchu, tanto forte da commuoverci entrambi, sull’autobus che ci portava nell’ultimo tratto abbiamo iniziato a capire che stavamo per conoscerlo ed avevamo il magone per la felicità.

Tenuta appositamente come ultima tappa è andata a completamento di un viaggio già di per sé unico ma con un finale speciale.

Poi come secondo il Lago Titicaca e gli Uros per l’unicità delle loro abitazioni e per come si sono adattati.

Poi ci sono i ghiacciai, altissimi che sovrastano il viaggiatore, i panorami a perdita d’occhio, il fiato corto e i lama , un’immagine ricorrente di un viaggio in Perù.

Un pensiero va alla signora peruviana con la quale abbiamo condiviso un pranzo, dopo che ci siamo salutati mi ha rincorso per donarmi una moneta storica del Perù (1 Sol) così potevo ricordarmi di lei.

Il popolo peruviano è straordinario, sempre disponibile e con il sorriso sul volto, non abbiamo mai avvertito una situazione di pericolo, anzi sempre tanto affetto.

Un’immagine simbolo impressa nella nostra mente? Sicuramente una donna con vestiti tipici e colorati, seduta a terra in riva al precipizio con il lama a fianco e i ghiacciai alle spalle, questa è la foto del Perù impressa nella nostra mente.

Un viaggio sicuramente molto faticoso che consigliamo solo a chi possiede molta resistenza, pazienza, polmoni d’acciaio e spirito libero.

Un ultimo pensiero ma il più importante di tutti va a mio marito perché Machu Picchu è stato il suo regalo per i miei 40 anni , il più bello che potesse mai farmi e non smetterò mai di ringraziarlo….

 

4 thoughts on “PERU’ ALLA CONQUISTA DI MACHU PICCHU

  1. Ecco, in effetti è un viaggio stupendo ma che non credo farò mai proprio per le altezze, l’aria magari più rarefatta… Forse con un medico a fianco essendo io leggermente asmatica. Per gli standard degli hotel, da quello che leggo allora è come il Marocco! Grazie per tutte le info utili, il posto da evitare che anche quella non è cosa da poco, e tutte le meravigliose foto ? come non poter almeno sognare un po’?

    1. Ciao Chiara, ti ringrazio!
      Sì le altezza mettono a dura prova ma se ce l’abbiamo fatta noi ce la possono fare tutti, credici!! ???
      Gli standard sono bassini ma accettabili soprattutto per chi è abituato a viaggiare ?
      Grazie di ❤️

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